Giacomo Francesco Cipper, detto Todeschini
(Feldkirch 1667 - 1755 Milano)
Natura Morta con Piatto di Olive, Piatto di Fichi, Formaggi, Sedani e Calice, 1700
olio su tela, 49,5 x 67,5 cm (19.49 x 26.57 inches)
Giacomo Francesco Cipper, detto Todeschini
(Feldkirch 1667 - 1755 Milano)
Natura Morta con Piatto di Olive, Piatto di Fichi, Formaggi, Sedani e Calice, 1700
olio su tela, 49,5 x 67,5 cm (19.49 x 26.57 inches)
Rif: 876
Firmato e Datato
Giacomo Francesco Cipper Todesco 1700
Provenienza
Collezione privata, Como
Bibliografia
L. Tognoli, Giacomo Francesco Cipper il Todeschini e la pittura di genere, Bergamo, 1976, pag. 153, n. 87, ill. 6
G. Anzani, Una Natura Morta di Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini, in Antichità Viva, 1977, XVI, n. 1, pagg. 30-32
L. Salerno, La natura morta in Italia. 1560 - 1825, Roma, 1984, pag. 354, n. 107.2
A. Morandotti, La Natura Morta in Italia, Milano, 1989, I, pag. 288, n. 338
S. Proni, Giacomo Francesco Cipper detto “il Todeschini”, Milano, 1994, pag. 38 - 39
G. Godi, Fasto e rigore. La natura morta nell’Italia settentrionale dal XVI al XVIII secolo, 2000, pag. 172
A. Morandotti, Icone lombarde: la natura morta dalle origini all'eta' della riforma settecentesca, in Fasto e rigore, 2000, p. 50
B. Sarrazin, in Tableaux de Giacomo Francesco Cipper, dit il Todeschini (1664-1736) conservés dans les musées de France, in “Revue du Louvre”, 2000, pag. 72
G.Gruber, Realistic elements in the work of Giacomo Francesco Cipper before 1715, in Artibus et Historiae, XXII, 2001, pag. 124, nota 6
G.Gruber, Vie et oeuvre de Giacomo Francesco Cipper, in Autour de Giacomo, 2005, pag. 31
M.S.Proni – D. Ton, Il Teatro del Quotidiano. Giacomo Francesco Cipper “Tedesco” (1664-1736), 2025, pag. 172-173, n. I.12
Fototeca Zeri
no. 85999
La tela è un'opera chiave per la ricostruzione del catalogo di Cipper, oltre che della sua attività come specialista di natura morta, ambito nel quale egli si cimentò in modo esteso.
A differenza dei molti brani inseriti all'interno dei suoi soggetti più riconoscibili e delle altre nature morte a lui assegnabili su base stilistica1, questa tela è infatti siglata, come il maestro è solito fare, per invenzioni normalmente di più ampio sviluppo compositivo e più tarde. Non solo, infatti, questa è l'unica del suo genere ad essere stata firmata, ma è, ugualmente, l'opera più antica del catalogo a essere datata, lasciando aperta la possibilità che Cipper si sia dedicato alla natura morta soprattutto al principio della sua attività, da vero specialista, per poi sfruttare tale abilità al fine di arricchire e dare senso di verità alle proprie invenzioni. Nonostante la ricchezza materica ostentata dalla pennellata ancora di chiara impronta barocca, di straordinario rigore è la sintesi con cui è costruita l'immagine, degna di una natura morta spagnola seicentesca, ma in realtà erede di una tradizione lombarda più antica, tra Fede Galizia e Panfilo Nuvolone2.
Anzani, pubblicando l'opera, vi ravvisava invece tangenze cromatiche e strutturali, con istanze metafisiche di Baschenis3, una sobria tovaglia bianca con le piegature in bella vista e posata su un semplice tavolo di legno. Al di sopra i sedani, nel piatto fuoriescono in poco a modi "repoussoir", creando una tangibile continuità tra lo spazio del dipinto e quello dell'osservatore. La luce che proviene dalla direzione del riguardante, sulla sua sinistra, raggiunge gli oggetti in primo piano, ma lascia per metà in ombra le olive rilucenti e la bottiglia sulla destra; nella zona mediana, nella semi-oscurità, sono rappresentati i fichi. Poco sotto, con discrezione, sulla parte bassa del tavolo compare la scritta con la firma e la data "Giacomo Francesco Cipper Tedesco 1700". Siamo dunque quattro anni dopo la più antica attestazione del maestro nei documenti milanesi, in occasione del matrimonio con Giulia Francesca Galdone, figlia di un notaio4.
Una natura silente, che ostenta il virtuosismo con cui sono costruite le forme. Si vedono la pasta del formaggio e i fichi “quasi cavati dall'ombra”5, ma allo stesso tempo crea una dimensione sospesa, favorita dal fondale scuro, di stampo, questo si, seicentesco. Una scelta compositiva che giustamente è stata colta come un segnale, in apertura di secolo, di un “ritorno all'ordine dopo i fasti della natura morta tardo-barocca”6, combinando effetti luministici di gusto olandese con la semplice impaginazione di elementi naturali tipici della rigorosa natura morta padana del Settecento. L'impegno che questo dipinto rivela è dimostrato dal fatto che, almeno per quanto noto, non sembra essere possibile isolare questa invenzione all'interno di altre composizioni più ampie.
In altre parole, non nasce come motivo ricorrente da inserire pronto all'uso, per arricchire i dipinti di diverso soggetto, situazioni riconoscibili invece in altre scene nelle quali Cipper non si perita di eseguire i montaggi di mestiere di brani pittorici appartenenti a diverse fasi della sua carriera. Inoltre, come correttamente compreso da Morandotti7, reputava che la tela che Tognoli8 reputava come "pendant" del dipinto in questione, deve essere sottratta al catalogo di Cipper. Si potrebbe tentare di riconoscere un significato simbolico nell'opera.
Tuttavia, nell'impossibilità di condurre fino in fondo un'iconologia contestuale per un documento visivo di questa natura (non sappiamo infatti chi ne fosse il committente) non si potrà fare meno di osservare, se non altro, che tutti i cibi rappresentati nel dipinto e soprattutto il modo in cui lo sono, indicano una condizione ben precisa. Sono alimenti umili, che arricchiscono il tavolo di un ambiente modesto. La bottiglia è aperta e richiusa in maniera rustica, con della carta e dello spago. La forma di formaggio è stata in parte consumata e, più in generale, tutto pare richiamare una presenza umana, da poco allontanatasi. Il bicchiere è vuoto, la scatola a sinistra è aperta.
1 M.S.Proni, Giacomo Francesco Cipper, in Naturaliter, 1988, pp.180-194; cat. I.12-I.14
2 G.Godi, in Fasto e rigore, 2000, pp. 172-173, no. 57
3 G.Anzani, Una Natura Morta di G.F.Cipper, in Antichità Viva, VXI, 1977, p. 31
4 Caprara, Notizie biografiche su Giacomo Francesco Cipper, in Paragone, 37, 1986, p. 83
5 G.Anzani, Cit., 1977, p. 32
6 A.Morandotti, Icone Lombarde; la Natura Morta dalle origini all’età della Riforma settecentesca, in Fasto e Rigore, 2000, p. 50
7 A.Morandotti, Giacomo Francesco Cipper detto Todeschini, in La natura morta in Italia, 1989, p. 288
8 L.Tognoli, G.F.Cipper, il “Todeschini” e la pittura di genere, Bergamo, 1976, ill. 7
